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BIG DATA: infinite possibilità, ma attenzione alla governance.

12/12/2017

Molto fitta e serrata l’agenda dell’evento formativo internazionale sui Big Data a Roma ,  il 4 e 5 dicembre scorsi, a cui BI NETWORK ha partecipato in qualità di sponsor.

Il seminario, organizzato da Technology Transfer società italiana che da decenni si occupa di formare manager su temi di Data Warehouse, Business Intelligence e di Big Data con un livello di qualità e credibilità altissime, ha visto un importante numero di visitatori qualificati di primarie aziende italiane.

Mike Ferguson, docente di fama internazionale ha coordinato il seminario cercando di affrontare in modo pragmatico i vari aspetti legati alla creazione e alla gestione dei progetti Big Data.

Molti gli argomenti approfonditi: dalla complessità dei tools in gioco, alla necessità di dover pensare, per chi non l’avesse ancora fatto, a come misurarsi con il tema dei Big Data, considerandolo il nuovo modo con cui sviluppare gli Analytics per tutte le organizzazioni piccole o grandi che siano.

Uno degli elementi evidenziati dal seminario riguarda la modalità con cui porsi rispetto alla grande opportunità offerta dai Big Data, focalizzando soprattutto l’attenzione su una governance accurata in modo tale da realizzare progetti di successo, in grado di portare vero valore in azienda riguardo all’analisi del dato.

Molti approcci sbagliati infatti hanno notevolmente disatteso le aspettative delle aziende e hanno spesso diffuso l’idea che i Big Data siano solo una chimera.

La complessità dell’argomento, unita ormai al proliferare di centinaia di tools, soprattutto open source, crea molta confusione e insicurezza a chi deve affrontare un progetto Big Data nella sua totalità.

Tematiche quali la scelta del tipo di Infrastruttura, delle modalità di Ingestion, del disegno dell’Architettura moderna e flessibile, dell’ambiente per la Discovery, della definizione dell’Information Catalog , della scelta di una ambiente di Machine Learning scalabile, di modalità di Streaming etc. sono state affrontate con il supporto di professionisti di fama internazionale quali Philip Howard, Russel Jurney, Stavros Kontopolous, Xavier Tordoir, Gabriele Nocco e Wendy Kan.

Mike Ferguson ha evidenziato come “i sistemi analitici assumono oggi un ruolo centrale, non come in precedenza, quando con la BI tradizionale arrivavano solo alla fine del processo” e continuando “non è più il DWH il centro della conoscenza del dato aziendale, ora ci sono una miriade di tecnologie (Spark MLlib, Phyton, R etc) che permettono di far vivere il dato” il problema però è che “questi strumenti sono stand alone e creano non poca confusione, il west dove di fatto ognuno potrebbe fare quello che vuole”. Per cui si ha la necessità di “ambienti federati … per razionalizzare l’intero processo degli analytics … dove poter sfruttare le potenzialità della data discovery nel rispetto dei criteri imposti dalla GDPR ad esempio … un tool, una modalità che possa aiutare l’IT a capire dove sono i dati e come accedervi agevolmente da parte di tutti, in modo però collaborativo”.

Mike Ferguson ha racchiuso in tre geniali slogan la propria vision riguardo ai progetti Big Data:
  • Start small
  • Experiment Incrementally
  • Experiment on existing

Tutti questi temi sono stati poi riassunti nella sessione di Q&A a cui abbiamo partecipato e dove è stato possibile presentare il prodotto BALORES che si pone proprio l’obiettivo di accelerare e facilitare il processo di approccio e di implementazione dei progetti Big Data, supportando sia chi ha già iniziato, sia chi a breve si troverà ad approfondire tali temi.

Due dati interessanti: in sala solo il 25% dei partecipanti aveva già affrontato progetti Big Data e circa un altro 30% lo inizierà invece a breve.

Michele Monaco, Sales Director di BI NETWORK, prendendo spunto dai temi affrontati nel seminario e dalle domande esposte dai partecipanti ha riassunto infine la filosofia alla base della proposta BALORES: “L’approccio che riteniamo vincente si basa sulla possibilità di definire l’Architettura Big Data effettivamente rispondente all’esigenza del cliente attraverso una fase a basso impatto di Sperimentazione per Prototipi. BALORES infatti permette di poter avviare un progetto Big Data partendo dai dati esattamente dove sono, senza necessariamente duplicarli. In questo modo, attraverso funzionalità avanzate di discovery, joining, etc., sarà possibile comprendere quale sarà lo scenario migliore da adottare e iniziare a definirne l’architettura.
In una seconda fase si potrà poi più facilmente switchare sull’architettura target Big Data, applicando tutti i paradigmi innovativi proposti nel seminario, tutto questo senza dipendere da skills troppo elevati, spesso difficili da reperire per le aziende

E voi, come state affrontanto il VOSTRO progetto BIG DATA? 
Proviamo ad approfondire l'argomento insieme?