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Ma la reportistica... qualcuno la usa ancora?!

11/04/2018

Parlare di reportistica tradizionale in un momento in cui siamo costantemente connessi alla rete e dove possiamo consultare facilmente qualsiasi tipo di documento, sembrerebbe anacronistico. Eppure in molte realtà aziendali, anche dove vengono utilizzati sofisticati sistemi di Business Intelligence, avere a disposizione un tool di reportistica che attinge da diverse fonti dati e può distribuire seguendo specifici criteri e regole un report in pixel perfect, diventa un elemento strategico di notevole rilevanza.
 
Il report diventa a suo modo quindi uno strumento aggregante, integrativo e riepilogativo di dati provenienti da diverse fonti, rendendo più semplice il metterli in relazione tra loro in un unico documento. La sintesi offerta inoltre, permette di facilitare gli utilizzatori finali nel consultare dati che altrimenti dovrebbero essere estrapolati dai sistemi di BI, non sempre di immediata comprensione e rapido utilizzo.
 
Aspetti tecnici e distributivi a parte, un altro importante elemento inerente alla reportistica è quello riguardante gli aspetti estetici, in quanto a volte è necessario ottenere un prodotto finale che risponda a determinate caratteristiche di forma. Si tratta in un certo senso di creare a tutti gli effetti un book, come quello utilizzato da alcuni clienti per realizzare delle relazioni tecniche annuali o dei cataloghi.
 
Nel primo caso il mix di dati oltre ad avere un’importante parte descrittiva (assetto organizzativo, risorse umane, risultati economico-finanziari ecc) include tabelle, grafici e immagini. Nel secondo, l’incrocio tra modelli, immagini e dati anagrafici provenienti dal gestionale, permette per esempio l’aggiornamento e la contemporanea visualizzazione del relativo prodotto di un vastissimo catalogo, praticamente in tempo reale.
 
Grazie a BIREPORT® è facile costruire documenti con un considerevole risparmio di tempo.
I dati che costituiscono tabelle e grafici possono per esempio provenire da un data source QlikView® , Qlik Sense® , Oracle® ecc, mentre le parti testuali da file Microsoft Word, che vengono compilati dai responsabili di riferimento e direttamente importati in BIREPORT®. Le immagini, provenienti da archivi o scelte ad hoc, completano il report.
 
L’investimento di tempo iniziale di costruzione della prima versione del report dà i suoi frutti negli anni successivi, quando non sarà più necessario ricostruire il report, ma semplicemente basterà ricaricare i dati ed effettuare qualche modifica grafica nei colori e nelle immagini. Il report potrà quindi essere mandato in stampa e pubblicato online, in tempi molto brevi.
 
Parlare di reportistica evoluta rappresenta quindi ancora un fattore rilevante per le aziende. Per alcune addirittura diventa una forma di risparmio di tempo e risorse, oltre a permettere di creare un flusso ideale e mirato delle informazioni tra i vari compartimenti aziendali e verso l’esterno.
 
A cura di Maria Francesca Corrado (Product Specialist)